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Prodotti senza OGM in nome della biodiversità

Cosa sono gli OGM?

Sono “Organismi Geneticamente Modificati”, cioè che non esistono in natura, ma sono ottenuti con moderne tecniche di ingegneria genetica modificado il DNA delle piante inserendo geni estranei (di altre piante, di animali, di batteri), al fine di renderle resistenti ai diserbanti (che quindi si utilizzano più massicciamente) o agli attacchi di alcuni insetti. Attualmente le piante transgeniche di interesse commerciale sono quattro: oltre al cotone, si tratta di soia, mais e colza, prodotti soprattutto per l’alimentazione animale.

In Europa la coltivazione di OGM è limitata, in Italia e nella maggior parte degli altri Paesi è vietata, ma non ne è vietata l’importazione: in massima parte la soia e il mais utilizzati nei mangimi per gli animali degli allevamenti non biologici sono OGM (anche quelli destinati a produzioni di gran fama, come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma ecc.).

Gli alimenti bio sono prodotti senza OGM e i controlli sono rigorosi: è sufficiente che le analisi rilevino la pur minima presenza accidentale di OGM per avviare una revisione delle procedure dell’azienda; se la contaminazione arriva allo 0,9% sono automatici il ritiro della certificazione e l’esclusione del prodotto dal mercato.


Quali sono le ragioni di questo “NO agli OGM”?


Esiste anzitutto una questione di sicurezza alimentare: l’effetto che i cibi OGM potrebbero avere non è ancora stato provato, e gli esseri umani diventano così “cavie” inconsapevoli.

Produrre piante geneticamente modificate, inoltre, minaccia la biodiversità e, con essa, la libertà di scelta dei cibi: controllare la diffusione dei semi e dei pollini, che avviene attraverso il vento, gli uccelli, gli insetti (e l’errore umano) è impossibile.

Per di più non è vero che solo grazie all’uso degli OGM sia possibile ridurre l’impiego di antiparassitari in agricoltura, infatti per restistere ai diserbanti gli OGM ingegnerizzati spingono a un uso più massiccio di tali sostanze.

E poi gli alimenti biologici dimostrano che è già possibile produrre in modo sano e sostenibile senza pesticidi (e senza OGM!).