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      Farina di grano tenero tipo 0 e 00 di Filiera Ecor

      La farina tipo 0 è un po’ meno raffinata della 00, e quindi contiene una piccola percentuale di crusca. È adatta per impasti in cui la leggerezza è necessaria per un buon risultato finale, oppure per chi è alle prime armi, o non ha molto tempo per la più lunga lievitazione dell’integrale.

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      Il grano tenero

      Originario probabilmente della Mezzaluna Fertile e noto fin dai tempi antichi, il grano tenero o frumento, Triticum Aestivum è stata una delle prime piante ad essere coltivate dalle popolazioni “stanziali”. Da sempre fonte principale di sostentamento per l’uomo è tra i cereali più diffusi ancor oggi in tutto il mondo. È particolarmente indicato per la produzione di farine utilizzate per pane, pizze e prodotti da forno dolci e salati.

      La nostra Filiera della fiducia

      Il rapporto con i nostri agricoltori va oltre alla semplice definizione di Filiera documentale: è partecipare alla creazione di un nuovo concetto di economia e di comunità, in cui ogni singolo attore, agricoltore, negoziante e cliente, si senta responsabilmente attivo e connesso con gli altri per il benessere dell’Uomo e della Terra.

      La coltivazione

      I nostri agricoltori

      Il grano tenero utilizzato per le nostre farine di Filiera proviene da aziende agricole biologiche sparse su tutto il territorio italiano (con prevalenza in Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Marche), attentamente selezionate per la produzione delle materie prime per la Filiera a marchio Ecor.
       

      Il lavoro degli agronomi

      L’azienda agricola è selezionata tramite un’accurata verifica del rispetto del Regolamento sull’agricoltura biologica e gli agricoltori sono costantemente affiancati dalla nostra squadra di agronomi.

      Grazie a questa collaborazione riusciamo a:

      • dare un continuo supporto tecnico all’agricoltore
      • sostenerlo nelle situazioni di difficoltà
      • monitorare la correttezza delle tecniche agronomiche e il rispetto del Regolamento stesso attraverso controlli agronomici e analitici
      • garantire ai nostri consumatori un prodotto di qualità durante tutto il processo di sviluppo del cereale in campo,
      • creare un sentimento di fiducia reciproca e di trasparente condivisione del proprio lavoro
      • far partecipare anche l’agricoltore a un progetto di nuova economia, che coinvolge sia il consumatore che il negoziante bio in un rapporto di fratellanza.

      Per la fertilità della Terra


      Un’annuale pianificazione delle semine permette all’agricoltore, affiancato dai nostri tecnici, di mettere in atto una sana rotazione delle colture nei suoi appezzamenti.

      Anche facendo precedere alla coltivazione di questo grano la semina di una leguminosa (lenticchie, ceci, fagioli o piselli).

      Queste piante, infatti, grazie alla loro capacità azoto fissatrice arricchiscono naturalmente il terreno di nutrienti dai quali poi il cereale troverà vitalità, limitando la necessità di effettuare concimazioni. La concimazione è eseguita sempre con prodotti organici consentiti dal disciplinare per la coltivazione biologica.

      la trasformazione

      La conservazione

      Dopo il raccolto, il cereale è conservato in silos, dedicati esclusivamente alla nostra Filiera Ecor, in cui è mantenuta una temperatura fresca e un basso grado di umidità ambientale per impedire il possibile sviluppo di muffe, e il conseguente manifestarsi di micotossine, ed evitare lo sviluppo di infestazione di insetti. Nel biologico anche per la conservazione dei cereali, non è consentito l’uso di sostanze chimiche di sintesi, utilizzate invece nel convenzionale. La quantità massima di micotossine ammesse per legge nei cereali e derivati è la stessa, siano essi biologici o convenzionali.

      Pulitura

      Il grano prelevato dai silos viene pulito con setacciatura, soffiaggio e altre operazioni, per eliminare tutte le impurità, e inviato alla macinazione.

      Macinazione

      Nella preistoria l’uomo per frantumare il grano utilizzava la masticazione: le mandibole, infatti, erano molto forti. Nell’evoluzione la forza è diminuita e l’essere umano ha imparato a utilizzare le pietre.

      Il passaggio alle macine a pietra, al mulino a cilindri avvenne grazie all’invenzione della macchina a vapore e alla scoperta dell’elettricità.

      La Macinazione a cilindri per questa farina Tipo 0

      In questo sistema il chicco di grano percorre diversi passaggi all’interno del mulino, dove viene sempre più sfogliato separando le parti più esterne (crusca e fibre) da quelle più interne (endosperma germe). A ogni passaggio è raccolto il risultato della singola “sfogliatura”; a fine macinazione si ricompongono i vari strati secondo la farina che si vuole ottenere. È un sistema più adatto a una farina di tipo 0 o 00 in quanto meno sensibile a processi ossidativi (irrancidimento) e più costante nel tempo nelle sue caratteristiche tecnologiche e tecniche. È utilizzata in preparazioni con una shelf life più lunga.

      Il mulino

      Nella fase finale una parte importante è rappresentata dai Mulini che conservano, macinano e confezionano la nostra farina di Filiera.

      Il Molino Grassi di Parma, è stato fondato nel 1934 dalla famiglia Grassi, che ne è proprietaria da tre generazioni.


       “Trasformare un prodotto della terra che ancora non è commestibile, in cibo per l’uomo”,


      questa è la missione di Silvio Grassi, titolare dell’omonimo Mulino che fa da sempre dell’investimento nella ricerca, negli impianti produttivi e nell’organizzazione aziendale, i suoi punti di forza. Una parte molto importante del processo produttivo è la pulitura del grano attraverso impianti meccanici, pneumatici e la selezione ottica. Una pulitura accurata permette di conservare al meglio il chicco, anche nelle fasi successive di stoccaggio nei silos raffreddati ad aria. La velocità delle macchine di molitura è regolata in base al tipo di materia prima e alla quantità.